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Volevo risarcirvi

drammaturgia e regia Gianni Farina
con Donatella Allegro e Rosella Dassu
produzione E production/Menoventi e Liberty/Stagione Agorà

ARCHIVIO DATE

Sabato 9 dicembre ore 21.00
Teatro Alice Zeppilli
Piazza A. Costa, 17
Pieve di Cento (BO)

Sabato 20 gennaio ore 21.00
Teatro Biagi D’Antona
Via Giorgio La Pira, 54
Castel Maggiore

 

Caro amico,
Le scrivo per ringraziarLa vivamente della sua collaborazione alla mia ricerca, comunicandoLe che la mia laurea si è svolta il 4 dicembre ed ha ottenuto il massimo dei voti: 110 e lode.
Questo risultato è soprattutto dovuto al suo importante aiuto e alla sua preziosa testimonianza che ha permesso che non andasse perduto il ricordo della sofferenza e del dolore vissuto nei campi di concentramento.

Così comincia la lettera che la giovane psicologa Fiorella Rodella inviò il 10 dicembre 1996 agli intervistati, oltre 50 prigionieri politici sopravvissuti al campo di concentramento.
Il ritrovamento di questa missiva ha attivato in seguito una ricerca che ha condotto alla riapertura di una valigia rimasta chiusa e custodita in un armadio per venticinque anni. Nella valigia, le registrazioni di quelle lunghe interviste, frammenti di un passato raccontato dalle voci dei fantasmi che sopravvissero all’olocausto, al negazionismo, all’oblio, alla diffidenza e all’indifferenza. Le voci di questi racconti si zittirono nel dopoguerra, ma dopo cinquant’anni riemersero grazie alla caparbietà di una ragazza che li traspose su nastro magnetico, permettendoci così di riascoltarle oggi, dopo la morte dei testimoni, dopo l’ultima incubazione nella valigia, cariche dell’unica forza in grado di resistere al tempo: il ricordo.
Veniamo così all’ultima trasformazione, quella teatrale, che tenta un dialogo con gli spiriti di queste sfortunate persone e che osserva le evoluzioni del totalitarismo, uno spettro che volteggia ancora sul nostro capo.

Gianni Farina è regista, drammaturgo, light&sound designer. Diplomato ai corsi di formazione superiore Zampanò (Santarcangelo dei teatri/ERT) ed Epidemie (Ravenna Teatro/ERT), fonda Menoventi nel 2005, curando regia e drammaturgia di tutti i lavori. Nel 2010 è invitato dai partner del progetto Prospero ad assistere Galin Stoev per la messa in scena de La vie est un rêve. Dirige numerosi progetti speciali, tra cui Tabarin Citadin, Vita agra del dott. F., Genius Loci Cabaret e le opere di teatro musicale Fior di patria fior d’amor e Histoire du soldat. Conduce laboratori per professionisti e amatori e dirige insieme a Consuelo Battiston il festival MEME teatro-musica-scienza.

coreografia e danza Paola Bianchi
sound design Stefano Murgia
lighting design Paolo Pollo Rodighiero
residenza creativa Teatro Galli di Rimini
produzione PinDoc
coproduzione Liberty / Stagione Agorà
con il contributo di MIC e Regione Siciliana
realizzato nell’ambito del progetto Voci dalla storia
ideato da Liberty e sostenuto da Unione Reno Galliera, Città Metropolitana di Bologna, Comuni di Baricella, Granarolo dell’Emilia, Malalbergo e Minerbio, Parco della Memoria Casone del Partigiano “Alfonsino Saccenti”
con il contributo di Regione Emilia Romagna

[…] KZ è parte del progetto ELP | corpi reclusi

ELP (acronimo per Ethos Logos Pathos) è un articolato progetto di ricerca legato a un’indagine approfondita del corpo, delle relazioni tra i corpi e degli immaginari culturali di cui i corpi sono depositi.

ARCHIVIO DATE

Venerdì 29 dicembre 2023 ore 21.00
Biblioteca Civica Gianni Rodari
Granarolo dell’Emilia (BO)

La memoria procede a ritroso e penetra nel passato attraverso il velo dell’oblio: si incammina su tracce sepolte e disperse, e ricostruisce testimonianze significative per il presente.

Aleida Assmann

Ricordare e dimenticare. Memoria e oblio. Pieni e vuoti. Parole e rumore di fondo. Ascolto la voce di donne e uomini deportati nei campi di sterminio nazisti, oppositori politici al regime fascista che hanno rischiato di morire a vent’anni. Ascolto il rumore di fondo di audiocassette registrate nel secolo scorso, il fruscio, i vuoti, i buchi. Di tanto in tanto le voci si fanno lontane, non riesco a capire cosa dicono. Mi sembra che siano quelli i momenti più importanti delle interviste, i momenti in cui la crudezza del racconto si fa più difficile da ascoltare, quasi impossibile da dire, come se una forma di pudore spingesse la persona intervistata ad abbassare la voce. Un dire senza farsi udire, un dire intimamente sussurrato.

I vuoti, i buchi diventano allora il filo conduttore della ricerca. Mi infilo in quei buchi cercando il fondo, rinunciando a capire per provare a comprendere lo stato di quei corpi. Prendo quei buchi e li porto dentro, ne faccio un luogo di ristagno del corpo, li spingo fino alle ossa. La fame e la sete strizzano le budella. Spingo le unghie nelle fessure, aspetto che la terra si infili sotto le unghie, ma è solo cenere. Non capirò fino in fondo, lo so. Resto nella nebbia di un tentativo. Mi appoggio al corpo, alla danza, al solo – un solo di danza il cui titolo indicibile fa rabbrividire.

Nel 1995 Fiorella Rodella, allora studentessa oggi psicoterapeuta, gira le città dell’Emilia Romagna dialogando e intervistando persone sopravvissute alle torture e all’orrore dei campi di sterminio: antifasciste/i, partigiane/i, militanti, cittadini e cittadine che si erano opposti al regime fascista e per questo deportati nei campi di Dachau, Mauthasen, Auschwitz, Buchenwald. Interviste toccanti e potenti, registrate su trenta audiocassette e custodite in una valigia chiusa subito dopo la laurea. Dall’ascolto di quelle audiocassette e dalla lettura della tesi di laurea di Fiorella Rodella nasce […] KZ, dove […] è un non detto, un pezzo mancante, un vuoto – graficamente un luogo chiuso, una prigione – e KZ è contrazione di Konzentrationslager.

Paola Bianchi, coreografa e danzatrice, è attiva sulla scena della danza contemporanea a partire dalla fine degli anni ottanta. Con i suoi spettacoli partecipa a festival nazionali e internazionali. La sua ricerca intorno al corpo la spinge a indagare la visione della coreografia per mezzo del video portandola a partecipare a molti festival dedicati alla videodanza. Conduce laboratori di ricerca coreografica e tiene lezioni teoriche presso alcuni atenei italiani. Attenta alla teorizzazione delle pratiche corporee nel 2014 scrive Corpo Politico _ distopia del gesto, utopia del movimento, volume pubblicato da Editoria & Spettacolo e curato da Silvia Bottiroli e Silvia Parlagreco. Nel 2020 vince il Premio Rete critica 9 e ¾ con il progetto ELP.

 
Nel 2020 Clemente Tafuri e David Beronio (Teatro Akropolis) realizzano La parte maledetta. Viaggio ai confini del teatro. Paola Bianchi, progetto cinematografico che restituisce in forma di intervista il percorso artistico della coreografa.

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Martedì 19 dicembre 2023 ore 18.30
Sala Consiglio Comunale
via della Libertà 35
San Giorgio di Piano (BO)

con la partecipazione di Belinda Gottardi (Sindaca di Castel Maggiore e delegata alla Cultura dell’Unione Reno Galliera), Elena Di Gioia (Delegata alla Cultura di Bologna e Città Metropolitana), Agnese Portincasa (Direttrice Istituto Parri), Fabrizio Tosi (vicepresidente ANED Bologna e consigliere nazionale ANED), Alessandro Amato (Liberty Aps), Fiorella Rodella (psicologa), Gianni Farina (regista teatrale di Menoventi), Paola Bianchi (coreografa e danzatrice), Matteo Cavalleri (Fondazione Gramsci).

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Momenti di incontro rivolti alla cittadinanza durante i quali verrà affrontato, insieme agli artisti e alle diverse realtà coinvolte nel progetto, il tema della scomparsa dei testimoni diretti e della valorizzazione delle testimonianze, per interrogarsi su cosa significhi costruire memoria oggi, con particolare riguardo alle nuove generazioni.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.

Info e prenotazioni:
segreteria@associazioneliberty.it